Ruanda, ritratti del cambiamento

1901864_224546397740001_473645402723087874_nIl Caffè dei Giornalisti porta a Torino Ruanda 20 anni dopo, ritratti del cambiamento, un progetto cross-media di Giordano Cossu, con le foto di Arno Lafontaine, che comprende, oltre alla mostra fotografica, un web-documentario e un documentario TV, prodotto da Hirya Lab in coproduzione con RFI (Radio France Internationale), France 24 e La Stampa. Introducono alla mostra l'autore del progetto, Giordano Cossu, e il direttore de La Stampa, Mario Calabresi.

Nel 2014 ricorre il ventennale del genocidio in Ruanda. Il governo politico, che si è sostituito al precedente responsabile di quei tragici eventi, amministra dal 1994 il Paese, promuovendo una forte politica di riconciliazione che mira a creare "il nuovo Ruanda", ma il ricordo del genocidio, naturalmente, è ancora molto vivo nella memoria collettiva del popolo ruandese. Per questa ragione Giordano Cossu, giornalista e documentarista, ha attraversato il Paese tra agosto e dicembre 2013, in compagnia del fotografo Arno Lafontaine, per incontrare e dialogare con decine di ruandesi del mondo rurale nel tentativo di dare voce a quella memoria e portare alla nostra attenzione la vita di oggi in Ruanda in modo vero, intenso, privo di pregiudizi.

Lafontaine, con il solo aiuto di un dispositivo ottico dotato di un obiettivo Aero Ektar del 1937 e di alcuni rullini di delicate e introvabili pellicole istantanee, ha ritratto le persone che hanno voluto farsi intervistare; due scatti per ognuno: uno da donare al soggetto ritratto, l'altro per entrare a far parte di questo straordinario portfolio che compone la mostra. Siamo lontani dal concetto della fotografia digitale perché ogni foto è unica ed è un ponte privilegiato per rompere le barriere culturali e gettare seme di reciproca conoscenza e riconoscimento.

Le storie che Cossu e Lafontaine hanno collezionato sono un prezioso insieme di interviste e immagini che ci restituiscono la situazione di un Paese complicato avvicinandoci, attraverso le parole e l'immagine di sé che gli intervistati hanno voluto dare, ad un popolo che ha lottato e continua a lottare per ricostruire la propria vita e un'identità nazionale e che non merita di essere "inchiodato" ai giorni di quel devastante genocidio che lo portò alla ribalta mediatica 20 anni orsono.

Il Caffè dei Giornalisti, associazione culturale sensibile a ogni definizione di giornalismo che evita i sensazionalismi e predilige preparazione e attenzione umana e professionale, sceglie questo progetto per riaprire la stagione di incontri autunnali a Torino proponendo, oltre alla mostra fotografica corredata dalle indicazioni dell'ideatore, il documentario, supportato da La Stampa, che concorre al Grand Prix Italia 2014.

Come sempre, l'accesso è gratuito e aperto al pubblico.

Il brindisi dell'inaugurazione è approntato da LiberaMensa, cibi per menti libere, progetto che opera dal 2005 all'interno della casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino e che coniuga offerta di qualità e impegno sociale, tramite laboratori di produzione artigianali di gastronomia, pasticceria e panificio, per garantire lavoro, formazione e prospettive di reinserimento ad un numero sempre maggiore di detenuti.

L'inaugurazione della  mostra si terrà mercoledì 24 settembre alle ore 18, presso il Caffè dei Giornalisti in via Consolata 1 a Torino.

Cs

Pubblicato da

Marco Ceste

Giornalista pubblicista