La Musica fa crescere i pomodori – di Peppe Vessicchio

 

La scoperta della musica davanti alla porta (chiusa) della cameretta del fratello maggiore; i primi concerti, ai matrimoni, con il professore di latino; il cabaret con i Trettré nella Napoli fervida degli anni Settanta, quella della Smorfia di Massimo Troisi, quando ancora era uno studente di architettura (ma cos’è l’architettura se non musica congelata, diceva Goethe). E poi l’incontro con Gino Paoli, il primo Sanremo nel 1986 sotto la neve con Zucchero, il “pronti-partenza-via” con Elio e le Storie Tese dieci anni dopo, la partecipazione ad Amici di Maria De Filippi, fino all’hashtag diventato virale nei giorni del Festival 2016, #usciteVessicchio. Ma dal giorno in cui una goccia d’olio si stacca da una pizza mangiata fortunosamente in macchina e cade beffarda sui suoi pantaloni, Peppe Vessicchio ha iniziato a domandarsi se la musica fosse tutta lì. O se piuttosto non fosse giunto il momento di smontare il giocattolo per capirne il meccanismo; per realizzare fino a che punto può arrivare il suo potere benefico; per verificare se, considerato che le mucche del Wisconsin producono più latte ascoltando Mozart, tutti gli organismi viventi reagiscono positivamente quando gli armonici si combinano in modo naturale. Musica armonico-naturale, appunto. Questa è la forma che insegue Vessicchio. Questa è la base dei suoi esperimenti sulla terra, sul vino, e di quelli appena cominciati sugli uomini.

La musica fa crescere i pomodori, nato dalle conversazioni con Angelo Carotenuto, è un saggio pop autobiografico ricco, profondo e divertente sul talento, sulla passione e la capacità di trasferirla, sulla cura, sugli effetti straordinari dell’armonia nelle nostre vite.

PEPPE VESSICCHIO (1956) muove i primi passi nella musica a Napoli, dove è nato. Presenza quasi fissa al Festival di Sanremo dal 1990, per quattro volte ha vinto il premio come miglior arrangiatore, per altrettante ha vinto da direttore d’orchestra (l’ultima con Chiamami ancora amore di Roberto Vecchioni).

Nella sua lunga e ricca carriera ha collaborato, tra gli altri, con Gino Paoli, Elio e le Storie Tese, Zucchero, Andrea Bocelli, Avion Travel, Fiorella Mannoia, Ron, Piero Mazzocchetti ed Eros Ramazzotti.

ANGELO CAROTENUTO (1966), giornalista, ha pubblicato i romanzi Dove le strade non hanno nome (Ad est dell’Equatore, 2013) e La grammatica del bianco (Rizzoli, 2014).

Pubblicato da

Laura Vanetti

Direttore editoriale di ENPLEINAIR NEWS, autrice, cameraman