La Musica fa crescere i pomodori – di Peppe Vessicchio

 

La scoperta della musica davanti alla porta (chiusa) della cameretta del fratello maggiore; i primi concerti, ai matrimoni, con il professore di latino; il cabaret con i Trettré nella Napoli fervida degli anni Settanta, quella della Smorfia di Massimo Troisi, quando ancora era uno studente di architettura (ma cos’è l’architettura se non musica congelata, diceva Goethe). E poi l’incontro con Gino Paoli, il primo Sanremo nel 1986 sotto la neve con Zucchero, il “pronti-partenza-via” con Elio e le Storie Tese dieci anni dopo, la partecipazione ad Amici di Maria De Filippi, fino all’hashtag diventato virale nei giorni del Festival 2016, #usciteVessicchio. Ma dal giorno in cui una goccia d’olio si stacca da una pizza mangiata fortunosamente in macchina e cade beffarda sui suoi pantaloni, Peppe Vessicchio ha iniziato a domandarsi se la musica fosse tutta lì. O se piuttosto non fosse giunto il momento di smontare il giocattolo per capirne il meccanismo; per realizzare fino a che punto può arrivare il suo potere benefico; per verificare se, considerato che le mucche del Wisconsin producono più latte ascoltando Mozart, tutti gli organismi viventi reagiscono positivamente quando gli armonici si combinano in modo naturale. Musica armonico-naturale, appunto. Questa è la forma che insegue Vessicchio. Questa è la base dei suoi esperimenti sulla terra, sul vino, e di quelli appena cominciati sugli uomini.

La musica fa crescere i pomodori, nato dalle conversazioni con Angelo Carotenuto, è un saggio pop autobiografico ricco, profondo e divertente sul talento, sulla passione e la capacità di trasferirla, sulla cura, sugli effetti straordinari dell’armonia nelle nostre vite.

PEPPE VESSICCHIO (1956) muove i primi passi nella musica a Napoli, dove è nato. Presenza quasi fissa al Festival di Sanremo dal 1990, per quattro volte ha vinto il premio come miglior arrangiatore, per altrettante ha vinto da direttore d’orchestra (l’ultima con Chiamami ancora amore di Roberto Vecchioni).

Nella sua lunga e ricca carriera ha collaborato, tra gli altri, con Gino Paoli, Elio e le Storie Tese, Zucchero, Andrea Bocelli, Avion Travel, Fiorella Mannoia, Ron, Piero Mazzocchetti ed Eros Ramazzotti.

ANGELO CAROTENUTO (1966), giornalista, ha pubblicato i romanzi Dove le strade non hanno nome (Ad est dell’Equatore, 2013) e La grammatica del bianco (Rizzoli, 2014).

Nuovo riconoscimento per l’Artista Fu Wenjun al Premio ArteRoma 2016

Fu Wenjun, uno dei maggiori artisti dell’Arte Contemporanea Internazionale, nuovamente in Italia per il Premio ArteRoma che si terrà dal 16 Settembre 2016 al 30 Ottobre 2016 nella prestigiosa location archeologica dello Stadio Domiziano nel cuore di Roma in Piazza Navona.
Il Maestro Fu Wenjun presenta in questa occasione una splendida opera che incarna le problematiche da sempre affrontate da questo artista come la storia orientale e occidentale, l’eredità della cultura tradizionale cinese in una società in rapido cambiamento, il rapporto tra diverse culture nell’era della globalizzazione scenario di grandi mutamenti che vede l’industrializzazione e l’urbanizzazione nelle città cinesi.

Il PREMIO ARTE ROMA 2016 si sviluppa in due step: il primo è la selezione online, tra tutti i candidati, di cinquanta opere, una per artista, che saranno poi esposte in un’importante mostra. Il secondo è la scelta, tra queste, dell’unica opera vincitrice a cui sarà assegnato il PREMIO ARTE ROMA 2016.

La cerimonia di assegnazione del titolo al vincitore, proclamato Eccellenza Contemporanea, avrà svolgimento in occasione del vernissage, la sera del 16 settembre 2016, con contestuale consegna del premio in danaro di euro 5.000,00.

Tutte le opere candidate saranno esposte online, dal 1 agosto 2016 al 30 giugno 2018, garantendo una visibilità a tutti gli iscritti, su scala mondiale, grazie anche alle tante importanti partnership presenti.

Ingresso esposizione
Via di Tor Sanguigna, 3 – 00186 Roma

Orari
Tutti i giorni 10.00-19.00 (no giorno di chiusura)
Sabato 10.00-20.00
La biglietteria chiude 30 minuti prima

Monaco, “Stati Generali della lingua italiana”

Si aprirà l'8 Aprile prossimo a Monaco di Baviera la giornata dedicata agli Stati Generali della Lingua italiana.

Organizzata dall'Istituto di italianistica dell'Università Ludwig Maximilian di Monaco, in collaborazione con l'Associazione docenti d'Italiano in Germania, l'Istituto italiano di cultura e il Consolato generale d'Italia a Monaco di Baviera.

Conoscere le realtà impegnate nella diffusione dell'italiano, capire il potenziale della sua espansione sul mercato tedesco e chiarire le prospettive nell'ambito di un dialogo inter-istituzionale questi costituiranno i principali obiettivi attorno a cui verterà la discussione volta ad approfondire la situazione dell'italiano nei dipartimenti di Lingua e Letteratura italiana, nei centri linguistici interfacoltà, nei corsi organizzati dai consolati e dagli enti gestori, negli Istituti di cultura e nelle Società Dante Alighieri.

Questi i Paesi in cui l'italiano è maggiormente insegnato: La Germania, con 309.680 studenti, il Paese che ha più allievi di italiano nel mondo, seguita dall'Australia (207.921 studenti) e gli Stati Uniti (142.970), secondo il rapporto ''Stato dell'insegnamento dell'italiano nel mondo'', presentato a Firenze il 20 ottobre scorso, nel corso degli Stati generali della Lingua italiana nel mondo.

A Roma Femminile e femminino a casa Andersen

Opere esposte alla mostra "Femminile e Femminino. Donne a casa Andersen" fino al 2 ottobre al Museo Andersen di Roma.
Opere esposte alla mostra "Femminile e Femminino. Donne a casa Andersen" fino al 2 ottobre al Museo Andersen di Roma.

La donna e la sua essenza sono tornate protagoniste in Casa Andersen, ultima dimora romana dello scultore, pittore e urbanista americano di origini norvegesi, oggi diventata Museo Hendrik Christian Andersen e che fino al 2 ottobre ospita la mostra a cura di Maria Giuseppina Di Monte, 'Femminile e femminino. Donne a casa Andersen'.

"La mostra - racconta la direttrice Maria Giuseppina Di Monte - è un'occasione per riscoprire la sua casa e lo spirito che la animava. Andersen non solo poneva uomini e donne sullo stesso piano ma considerava la donna il tramite per l'elevazione dell'uomo. Riprendendo il pensiero di Goethe, però, era convinto anche che il femminino appartenesse ad entrambi, senza distinzione".

In un ideale itinerario tra il grande l'atelier e lo studio del piano terra, dove il maestro lavorava ed esponeva le opere finite, e poi il piano superiore, nelle stanze private e nel salotto a grandi vetrate, dove stucchi e decori si specchiano nei soffitti affrescati di allegorie, tutte al femmine, sono oggi esposte 70 opere, tra disegni, tele, bozzetti, nudi, ma anche oggetti personali, fotografie d'epoca, scritti, libri, ritrovati nei depositi del museo e generalmente non visibili.

Cinque le sezioni che raccontano Hendrik (e suo fratello Andreas) tra donne 'prototipo' come la Sirenetta, Eva, la Maddalena e Psiche, e donne 'reali'.

"La casa stessa - aggiunge la Di Monte - era per lui simbolo del femminile e metafora dell'accoglienza". Ecco allora anche il popolo delle donne che Hendrik, "molto vicino ai rosacrociani, all'animismo e agli steineriani", stimava: dalla pittrice Mabel Norman alla scrittrice e giornalista femminista Julia Ward Howe, oltre alle più belle attrici e cantanti della città.

Tra le curiosità non manca il carteggio con lo scrittore Henry James, e  la donna nella città perfetta e in quella complessa monumentale Fontana della Vita, scandita da sculture in marmo alte 2-3 metri, alla quale lavorò incessantemente sin dal 1904 come fulcro del Centro Mondiale che si sarebbe nutrito degli sforzi dell'intera umanità nel campo dell'arte, della scienza e della religione, del commercio, dell'industria e della legge. E nella quale Andersen immaginava la completa partecipazione delle donne.

by Laura Vanetti

DARK NOUVEAU – MALLEUS Solo Exhibition prima personale in Italia

DARK NOUVEAU_IndromestendhalLa mostra DARK NOUVEAU, prima personale in Italia dedicata al collettivo artistico MALLEUS, inaugura sabato 4 giugno alle ore 18.30 nelle sale dell’Appartamento Padronale di Palazzo Saluzzo Paesana e negli spazi dell’ex Teatro Paesana e sarà visitabile fino al 26 giugno (ingresso da Via Bligny n. 2 - Torino).

Dedicata al fermento artistico del collettivo Malleus - formato da Lu, Poia e Urlo, tre eclettici artisti piemontesi originari di Tortona - DARK NOUVEAU presenta oltre 100 opere, pezzi unici e serigrafie, che traggono la loro suggestione da un’estetica post-romantica, con particolare attenzione all’espressionismo e al simbolismo, all’art nouveau e allo jugendstil, così come dalla psichedelia e dall’estetica manga, toccando ambiti quali il fumetto, la pop art, il cinema e soprattutto la musica rock. Ingredienti d’ispirazione artistica che si miscelano sapientemente grazie agli inchiostri utilizzati nelle serigrafie dove la figura della donna, l’eterno femminino onnipresente nella cultura di inizi Novecento, è il centro del percorso espositivo, il fil rouge della mostra.

Dark Nouveau - commenta il curatore della mostra e Direttore Artistico degli spazi espositivi Enrico Debandi - offre ampia visibilità alle opere dei Malleus. Tutti gli ingredienti utilizzati si fondono con l'elemento principale della loro poetica, che è la forma femminile, la dea primordiale da cui tutto nasce. Un po’ liberty un po’ dark, mescolato con elementi di surrealismo e citazioni dalla scuola dell'espressionismo, risultante in un'esperienza psichedelica di magia visiva quasi travolgente. Tutta la potenza dei lavori dei Malleus si basa su disegni a mano eseguiti in maniera magistrale che riflettono il loro profondo amore per la musica.“

La mostra, visitabile dal 4 al 26 giugno, si sviluppa in due diversi spazi espositivi:

Adobe Photoshop PDFl’ex Teatro Paesana, a piano terra, ospiterà le sezioni della mostra dedicate alla poster art realizzata dal collettivo per gruppi musicali e artisti tra i più interessanti del panorama mondiale, tra i quali Iggy Pop, Foo Fighters, Chemical Brothers, Cure, Prodigy, Sex Pistols e Sonic Youth. In tal sede verrà anche esplorata l’attività musicale di una parte del gruppo, attraverso alcuni video realizzati per il progetto Oro di Ufomammut oltre al nuovo progetto Farwest Zombee, nel quale l’ascendenza post-romantica e gotica degli artisti viene particolarmente messa in risalto;

l’Appartamento Padronale, sito al piano nobile del Palazzo, presenterà invece opere rare ed inedite degli artisti: dai preziosi pezzi unici realizzati a mano, alle opere ormai diventate dei veri oggetti cult per i collezionisti. Una delle sale dell’Appartamento sarà, inoltre, interamente dedicata alle serigrafie ispirate ai film di Dario Argento, che collegano il lavoro dei Malleus con una simbolica “ragnatela” agli aspetti più oscuri della nostra città, utilizzata più volte dal famoso regista horror come set per i suoi film.

ORARI VISITE:

Dark Nouveau è visitabile da sabato 4 giugno fino a domenica 26 giugno, dalle ore 15.00 alle ore 20.00 (ultimo ingresso ore 19.15).
Ingresso libero (chiusura i lunedì e il 24 giugno).

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“HUMAN RIGHTS?” DIVERSITY il meraviglioso valore della diversità

 

logheIl 21 maggio di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo.

“Poiché la dignità dell’uomo esige la diffusione della cultura e l’educazione di tutti per la giustizia, la libertà e la pace, tutte le nazioni

hanno doveri sacri da adempiere in uno spirito di mutua assistenza...” - questo si legge nel Preambolo dell’Atto costitutivo

dell’UNESCO che pertanto si propone di “contribuire al mantenimento della pace e della sicurezza, favorendo, mediante l’educazione,

la scienza e la cultura, la collaborazione fra nazioni, al fine di assicurare il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti

dell’uomo e delle libertà fondamentali che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti i popoli, senza distinzione di razza, di sesso, di

lingua o di religione”.

Questo impegno si è andato rafforzando negli anni, e si è ulteriormente concretizzato con l’adozione, nel 2001, della Dichiarazione

Universale dell’UNESCO sulla Diversità Culturale, per mezzo della quale la comunità internazionale ha riaffermato la propria

convenzione che il rispetto della diversità culturale e del dialogo rappresentino la migliore garanzia per lo sviluppo e per la pace.

La Dichiarazione Universale dell’UNESCO specifica che:

Articolo 1 - La diversità culturale, patrimonio comune dell’Umanità.

La cultura assume forme diverse nel tempo e nello spazio. La diversità si rivela attraverso gli aspetti originali e le diverse identità

presenti nei gruppi e nelle società che compongono l’Umanità. Fonte di scambi, d’innovazione e di creatività, la diversità culturale è,

per il genere umano, necessaria quanto la biodiversità per qualsiasi forma di vita. In tal senso, essa costituisce il patrimonio comune

dell’Umanità e deve essere riconosciuta e affermata a beneficio delle generazioni presenti e future.

Articolo 2 - Dalla diversità al pluralismo culturale

Nelle nostre società sempre più diversificate, è indispensabile assicurare un’interazione armoniosa e una sollecitazione a vivere

insieme di persone e gruppi dalle identità culturali insieme molteplici, varie e dinamiche. Politiche che favoriscano l’integrazione e la

partecipazione di tutti i cittadini sono garanzia di coesione sociale, vitalità della società civile e di pace. Così definito, il pluralismo

culturale costituisce la risposta politica alla realtà della diversità culturale. Inscindibile da un quadro democratico, il pluralismo culturale

favorisce gli scambi culturali e lo sviluppo delle capacità creative che alimentano la vita pubblica.

HUMAN RIGHTS? #DIVERSITY vuole parlare della diversità in tutti i sensi.

Vogliamo estendere il concetto e parlare di ogni tipo di diversità.

Non solo diversità culturale, quindi, ma diversità in generale come fattore di crescita, di apertura mentale ed emotiva, di capacità di

ascoltare l’alterità, di consapevolezza che anche noi siamo ‘i diversi’ rispetto a qualcun’altro.

La diversità è ricchezza, è miglioramento del DNA sia in senso metaforico che fisico; a volte è il risultato di scelte personali, altre volte

AIAPI | ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE ARTI PLASTICHE ITALIA – Comitato Nazionale IAA/AIAP UNESCO Official Partner

www.aiapi.it hr.paziotempoarte.com www.spaziotempoarte.com

Mobile +39 348 06 13 364

è semplicemente questione di appartenenza. La diversità degli altri è qualcosa che possiamo scoprire spesso anche solo ascoltando,

anche quando la diversità non è evidente agli occhi.

Il rispetto della diversità, sotto ogni aspetto, è un diritto essenziale degli uomini e delle donne, dei bambini e delle bambine in tutto il

mondo.

E' semplicemente questione di appartenenza. La diversità degli altri è qualcosa che possiamo scoprire spesso anche solo ascoltando,

anche quando la diversità non è evidente agli occhi.

Il rispetto della diversità, sotto ogni aspetto, è un diritto essenziale degli uomini e delle donne, dei bambini e delle bambine in tutto il

mondo.

La diversità è un diritto, rispettarla è un dovere.

In HUMAN RIGHTS? #DIVERSITY gli artisti parlano del valore della diversità ma anche della violazione del rispetto delle diversità

utilizzando il linguaggio dell’arte e così parlando con tutti, superando ogni barriera

 

Vernissage inaugurale 21 Maggio 2016, ore 17.00

'HUMAN RIGHTS? #DIVERSITY – 141 ARTISTI DA 34 NAZIONI RACCONTANO IL MERAVIGLIOSO VALORE DELLA DIVERSITÀ

 

 

GLI ARTISTI

Alfredo Avagliano e Hanneke Naterop | Rossella Baldecchi | PG Baroldi e Gabriele Bisetto | Gabriele Bartoletti | Giancarlo Beltrame |

Nicoletta Bertacchi | Fabrizio Berti | Bikkel | Linda Blokken | Bluer | Giancarlo Bonacina | Gina Bonasera | Lidia Borella | Claudine

Boucq | Bernard Bouton | Brizzo | Clelia Caliari | Massimo Cappellani | Domenico Carella | CaSo Ø - Sabrina Viola, Beatrice Del Con-

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te, Ilenia Solombrino, Annalisa Mazziotti, Eleonora Marocco | Pablo Caviedes | Venere Chillemi | Teresa Condito | Laura Correggioli |

Maria Rosaria Cozza | Franco Crocco | Mercedes Cuman | Luca Dalmazio | Margarita De Andreis | Dario de Cristofaro | Giuseppe De

Michele | T.A.M. Cagliari - Domenico Di Caterino e Barbara Ardau | Rino Di Terlizzi | Brigitte Dietz | Tonia Erbino | Fabrizio Fabbroni |

Giacomo Falcinelli | Cristina Fornarelli | Veronica Francione | Antonio Fumagalli | Michael Gaddini | Fabrizio Giusti | Olga Glumcher |

Isabella Guidi | Anna Gunnlaugsdottir | Lydia Hoffnungsthal | Tomasz Holuj | Theo Hues | Alberto Lanzaretti | Annalisa Lenzi | Ugo Levita

| Adele Lo Feudo | Lughia | Gabriella Maldifassi | Rudra Kishore Mandal | Martine Marques | Moreno Marzaroli | Roberta Mascia -

relli | Giovanni Mazzi | Claudia Mazzitelli | Mazzocca R Pony | Melò | Memo_Art - Marianna Merler e Christian Molin | Elizabete Mengele

| Aranka Mezősi | Daniel Mirchev | Martha Mosquera | Maurizio Muscettola | Silvio Natali | Patrizia Nicolini | Maria Oikonomou | Giu -

lio Orioli | Uli Osterman | Mariamarta Pacheco | Alessandra Palomba | Rosella Passeri | Federica Petri - Tuttifrutti | Sylvia Petsoura |

Luca Piccini | Sashia Piccolo | Yajaira M Pirela M | Germana Ponti | Veronique Pozzi | Punto Critico | Eliana Re | Giuditta Rustica | Mariapia

Saccone | Seham Salem | Luigi Sardella | Giuseppe Sassone | Don Seastrum | Astrid Serughetti | Isabel Sevillano | Maela Silve -

strin | Antonella Soria | Gemma Spada | Sigurborg Stefansdottir | Georgieva Svetoslava | Daniela Tabarin | Nicolas Tarantino | Testadi -

legno | Paola Toffolon | Gemma Van Gennip | Imma Visconte Petr Vlach Massimo Volponi | Tadas Vosylius | Elaine Weiner-Reed |

Madeleine Wories | Stefano Zaghetto | Cristina Zanella | Lab. Terra Aperta Verona - Iaia Zanella, Giuliana Magalini, Chiara Ferrari con

Alimameh Touray, Luke Emmanuel, Lamin K. Ceesay, Abubakari Gyinadu, Aziegbe Frank, Whyte Osameikhian Ebediale-Ogi, Jonathan

N’Sarma, Simon Fred, Lasila Happiness, Momoudou Konte, Aboubacar Lamissoko, Olorunnisola Olani, Abdoulaye Niky, Abdou -

laye DiopOrario

Musiche di Banda del Bukò

OLANDA ITALIA CURAÇAO BELGIO FRANCIA ECUADOR USA COLOMBIA GERMANIA COSTA RICA UKRAINA ISLANDA SPAGNA POLONIA SVEZIA INDIA

BRASILE LETTONIA UNGHERIA BULGARIA GRECIA CANADA VENEZUELA AUSTRIA EGITTO LITUANIA REPUBBLICA CECA NIGERIA SENEGAL GAMBIA

GHANA TOGO MALI

 

“Misteri in valle”, professione fumettista

13244163_990793421016816_5134789280925494535_oReduce da Torino Comics, Klay, alias Claudio Broglio, è nuovamente in azione con "Misteri in Valle" alla Mostra omonima ove il fumettista, svelerà alcuni dei retroscena di questa avvincente professione. Il fumettista interverrà inoltre sul tema "Come nasce il fumetto"

L'iniziativa, ad ingresso libero, è organizzata dall'Associazione Casa Zuccala che intende così proporre il territorio piemontese in una veste diversa e giovane perchè consapevole dell'importanza di attrarre sempre più giovani alla riscoperta di un territorio che è patrimonio di tutti.

 

Per info e contatti

Ufficio Stampa Casa Zuccala

"Casa Zuccala" - Associazione Culturale Casa Zuccala

Via Profonda, 0 10020 Marentino

www.casazuccala.it

ufficiostampa.casazuccala@gmail.com

info@casazuccala.it

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“Ciao Brother” di Nicola Barnaba dal 9 Giugno al Cinema

Ciao Brother - 35X50-HDDue dei comici di Zelig più apprezzati dal pubblico, una storia all’insegna degli equivoci e delle gag verbali, la magica cornice di Los Angeles: questi gli ingredienti dell’esilarante commedia Ciao Brother di Nicola Barnaba, che dal 9 giugno arriva al cinema grazie a Minerva Pictures, distribuito da Microcinema, e che rappresenta l’esordio da protagonisti sul grande schermo per Pablo e Pedro, che per l’occasione portano al cinema 20 anni di grandi successi, fatti di spettacoli teatrali e programmi televisivi amati da milioni di persone. Dopo essere emersi nel 1999 grazie al “Seven Show” e essere apparsi l’anno successivo a “Beato tra le donne” (dove affiancavano Natalia Estrada nei panni di due stravaganti bagnini), sono poi stati protagonisti di grandi trasmissioni come “Quelli che il calcio”, “Colorado Cafè Live”, “Maurizio Costanzo Show”, “Buona domenica” e “Domenica In”, per giungere nel tempio della comicità italiana: “Zelig”. E proprio gli amanti di quest’ultima trasmissione, non potranno perdere le esilaranti vicende dei due “fratelli” di Ciao Brother, in cui è possibile ritrovare tante situazioni che rappresentano perfettamente la loro comicità. Se in “Zelig” Pablo e Pedro fornivano le loro ‘ineccepibili’ lezioni di italiano, in questo film aiuteranno tutti quelli che hanno bisogno di imparare l’inglese e comunicare al meglio fuori dai confini nazionali. Si aggiungeranno fantasiosi consigli di economia e un’impeccabile prova in cucina, con la ricetta dei bucatini all’amatriciana preparata ad hoc per una coppia di “burini texani”. Non mancheranno inoltre i loro amati ‘Dio e Gabriele’, personaggi ben noti al pubblico di Zelig, qui impegnati in un’apparizione molto speciale. Pablo e Pedro definiscono questo loro primo film da protagonisti sul grande schermo “un’esperienza adrenalinica, vissuta con entusiasmo e quel giusto di apprensione che ti fa dare il meglio. La nostra è una storia di “live show”, di teatro, a diretto contatto col pubblico e la sua risposta; girare un film è tutt’altro modo di lavorare senz’altro interessante, faticoso e stimolante.” “Un’avventura che ci ha portato oltre oceano, a Los Angeles per la precisione, dove abbiamo girato con una troupe americana e sperimentato il loro modo di lavorare.” “Ciao Brother è stata un’esperienza pazzesca …”Ad impreziosire la pellicola anche i due brani di Mietta “Another Dream” e “Non Sei Solo”.

Sinossi

Angelo (Pablo), un quarantenne simpatico e un po' truffaldino, si ritrova a dover fuggire a Los Angeles dopo aver venduto dei quadri falsi. Giunto in California senza un soldo e con le carte di credito bloccate, si arrangia come può, dormendo anche per strada. Un giorno, scopre che un ricco imprenditore italoamericano è morto, lasciando un’enorme eredità al figlio George (Pedro), e nota che il caro estinto gli somiglia moltissimo. Così, Angelo si presenta a casa di George, sostenendo (senza fornire alcuna prova) di essere suo fratello. Tra gag, colpi di scena e situazioni folli, i due fratelli acquisiti finiranno per diventare amici per la pelle.

Vittorio Sgarbi diventa oggetto di studio

VITTORIOSGARBIFOTO“Studiamo Sgarbi. Interpretiamo un interprete”  qusto il titolo del Convegno organizzato a Fidenza dall' Istituto Italiano Zen Soto Shobozan Fudenji, il Comune di Fidenza e Shobokai, Circolo di Cultura presso Teatro Magnani, piazza G. Verdi 1, Sabato 7 maggio 2016. 

Nel quadro delle attività culturali, artistico e religiose nominate Il Sogno di una Cosa, quale sviluppo delle celebrazioni del trentennale del Tempio e Monastero buddhista Zen Soto Fudenji, si annuncia una giornata intitolata “Studiamo Sgarbi. Interpretiamo un interprete”, a cui sono chiamati eterogenei umanisti di provato, indiscutibile valore. Forte interprete di una contemporaneità perenne, classica e futura al tempo stesso, erede e continuatore di un linguaggio visibile, una parola figurata che aumenta la nostra capacità di vedere. Attraverso la sua lettura noi vediamo di più e l'emozione della parola restituisce la vita alle reliquie della storia e ne muta anche il passato” F. Taiten Guareschi. Ospite d'onore Vittorio Sgarbi.

TEATROMAGNANI3Programma ore 9.30 – Benvenuto dell’Amministrazione comunale. Saluti Autorità civili e religiose e Ospiti d’onore Ore 10.00 Interventi  -  Moderatore: Fabio Canessa - Critico letterario e musicale . Francesco Scoppola - Dirigente generale decano del Ministero dei Beni culturali e del Turismo   : “ Saper vedere l’arte attraverso il nulla nel pensiero e nell’opera di Vittorio Sgarbi”. Giancarlo Dotto-  Giornalista e scrittore:  “Vittorio Sgarbi, il monaco errante”.Francesco Micheli – Finanziere “L’ala del turbine intelligente”. Antonio Gnoli -  Scrittore e giornalista :  Antropologia di un distruttore” .Filippo Martinez – Tragediografo :  “Alcune note sul mio compagno di banco” .Fausto Taiten Guareschi  - Abate del Tempio e Monastero Zen Sōtō Fudenji  : “Artista critico e maestro involontario”. Ore 11.10 Intervallo. Ore 11.40 :  tavola rotonda. Ore 12.40 :conclusione prima parte. Ore 14.30: esibizione Fudendaiko, i tamburi del tempio Fudenji . Ore 14.40 : Franco Maria Ricci – Editore  e designer “Storia di un’amicizia “ .Ore 14.50: brani dal film Sgarbistan regia di Maria Elisabetta Marelli . Maria Elisabetta Marelli - Regista del film “Sgarbistan”.  Ore 15.10 :tavola rotonda. Ore 16.30 :intervento Vittorio Sgarbi. Ore 17 : saluti e ringraziamenti “Studiamo Sgarbi. Interpretiamo un interprete”  : Teatro Magnani, piazza G. Verdi 1. Fidenza (PR),  Sabato 7 maggio 2016   Orario: 9.30 – 12.40 14.30 – 17.30

Il Simbolismo dalla Belle Époque alla Grande Guerra

1f87342ad526baecb636d69f7f94ff58b21f726La Mostra, promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group, la mostra è a cura di Fernando Mazzocca e Claudia Zevi in collaborazione con Michel Draguet.
Con 24 sale site al piano nobile di Palazzo Reale, la mostra mette per la prima volta a confronto i simbolisti italiani con quelli stranieri grazie a circa un centinaio di dipinti, oltre alla scultura e un’ eccezionale selezione di grafica, provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee oltre che da collezioni private.
La mostra presenta per la prima volta in Italia alcuni tra i più significativi capolavori del simbolismo europeo: innanzitutto alcune delle icone dell’idea simbolista del mondo: Carezze (L’Arte) la straordinaria donna/ghepardo di Fernand Khnopff; la testa di Orfeo galleggiante sull’acqua di Jean Delville, entrambi provenienti dal Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles; l’enorme, sublime opera di Ferdinand Hodler, intitolata l’Eletto, dall’Osthaus Museum di Hagen e Il silenzio della foresta di Arnold Böcklin, dalla Galleria Nazionale di Poznan. Si tratta di opere mai viste in Italia che già stanno generando una grande aspettativa fra pubblico e critica.
Una delle sezioni più scenografiche della mostra è composta dalle sale dedicate alla Biennale del 1907: una straordinaria vetrina di confronto tra l’arte italiana più evoluta, cresciuta anche dal confronto con le grandi mostre della Secessione di Berlino e di Vienna. Giulio Aristide Sartorio è presente con l'imponente ciclo pittorico Il poema della vita umana, realizzato per la Biennale del 1907, la stessa dove venne allestita la famosa Sala dell'Arte del Sogno che ha rappresentato la consacrazione ufficiale del Simbolismo in Italia. Il ciclo di Sartorio è affiancato dall’installazione dell’artista vicentino Alberto Tadiello, il cui intervento sonoro - l’incipit di una composizione musicale ripetuto molte volte in modo sfalsato- crea una nuova esperienza di fruizione artistica.
Attraverso 21 sezioni tematiche, il percorso espositivo si svolge poi tra atmosfere e dimensione oniriche: accompagnato dalle poesie di Baudelaire, tratte dalla raccolta ‘I fiori del Male’ il visitatore attraversa le sale della mostra passando dalle rappresentazioni demoniache di Odillon Redon, alle rappresentazioni dei miti di Gustave Moreau, al vitalismo di Ferdinand Hodler, al colorismo dei Nabis. Le interpretazioni dell’amore di Giovanni Segantini, l’immaginario divisionista di Gaetano Previati e la magia della decorazione di Galileo Chini rendono conto, tra l’altro, dell’importanza del movimento simbolista in Italia, permettendo così di riscoprire nomi meno conosciuti: Luigi Bonazza, seguace italiano di Klimt, Leo Putz, Giorgio Kienerk e gli scultori Leonardo Bistolfi e Amleto Cataldi. Il percorso espositivo si chiude immergendo lo spettatore nell'atmosfera fantastica delle Mille e una notte, il ciclo decorativo realizzato da Zecchin alla vigilia della Grande Guerra.
La Redazione